Tendinopatia: perché il riposo assoluto non sempre basta

I tendini collegano i muscoli alle ossa e trasmettono la forza necessaria per eseguire i movimenti. Quando vengono sottoposti a carichi eccessivi, ripetitivi o aumentati troppo rapidamente, possono comparire dolore e difficoltà funzionali.

Le tendinopatie possono interessare diverse zone del corpo, come spalla, gomito, ginocchio, anca e tendine d’Achille. Sono frequenti negli sportivi, ma possono riguardare anche chi svolge attività lavorative o quotidiane caratterizzate da gesti ripetuti.

Quali sono i sintomi?

I sintomi possono comprendere:

  • dolore localizzato;
  • rigidità dopo il riposo;
  • fastidio durante alcuni movimenti;
  • riduzione della forza;
  • difficoltà nel praticare sport o svolgere attività quotidiane;
  • maggiore sensibilità nella zona interessata.

Il dolore può aumentare durante il carico e diminuire temporaneamente con il riposo, per poi ricomparire alla ripresa dell’attività.

Perché il riposo completo può non essere sufficiente?

Ridurre temporaneamente le attività più dolorose può essere utile, soprattutto nella fase iniziale. Interrompere completamente ogni movimento per un periodo prolungato, però, può ridurre ulteriormente la capacità del tendine e dei muscoli di sopportare il carico.

Il problema non è necessariamente il movimento in sé, ma la quantità e l’intensità dello stimolo a cui il tessuto viene sottoposto.

L’obiettivo della fisioterapia è quindi trovare un equilibrio tra protezione della zona dolorante e ripresa graduale delle attività.

La gestione del carico

Gestire il carico significa modificare temporaneamente frequenza, intensità e durata delle attività che provocano dolore, senza rinunciare completamente al movimento.

Durante il percorso si può intervenire su:

  • volume degli allenamenti;
  • velocità dei movimenti;
  • frequenza delle attività;
  • tempi di recupero;
  • tipologia degli esercizi;
  • gesti sportivi o lavorativi.

Queste modifiche vengono rivalutate nel tempo in base alla risposta della persona.

Il ruolo dell’esercizio terapeutico

L’esercizio aiuta a esporre gradualmente il tendine a carichi controllati. Il programma può partire da movimenti semplici e proseguire con esercizi di forza, attività funzionali e gesti più dinamici.

La progressione dipende dal tendine interessato, dalla durata dei sintomi e dagli obiettivi della persona. Non esiste quindi un esercizio universale valido per tutte le tendinopatie.

Uno studio clinico sulla tendinopatia rotulea ha rilevato risultati migliori dopo 24 settimane con un programma progressivo di carico del tendine rispetto a un protocollo composto esclusivamente da esercizi eccentrici. Il risultato riguarda una specifica tendinopatia, ma sottolinea l’importanza di costruire una progressione personalizzata.

Quando tornare allo sport?

Il ritorno allo sport o alle attività più impegnative deve avvenire gradualmente. L’assenza momentanea di dolore non significa necessariamente che il tendine sia già pronto a sostenere gli stessi carichi precedenti.

Il fisioterapista può monitorare forza, mobilità, risposta agli esercizi e capacità di eseguire i gesti richiesti dall’attività sportiva o lavorativa.

Recuperare richiede gradualità

La tendinopatia può richiedere tempo, costanza e una corretta progressione degli esercizi. Evitare completamente il movimento o tornare troppo rapidamente alle attività rappresentano due estremi che possono ostacolare il recupero.

Contatta Fisioclinic per una valutazione e per costruire un programma riabilitativo progressivo e personalizzato.

Gli articoli hanno finalità informative e non sostituiscono una valutazione medica o fisioterapica.

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